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Youth Empowerment Program

Redazione giovanile diffusa

La comunicazione: un tema centrale

Il periodo storico che stiamo vivendo vede la comunicazione al centro di un acceso dibattito, non più solo sociologico, ma anche politico. Mai come oggi appare chiaro che la comunicazione, il controllo dei mezzi di comunicazione, rappresenta una fonte di potere importante, se non primaria, che condiziona, e a volte determina, i rapporti di forza tra gruppi sociali all’interno delle società complesse. Chi controlla l’informazione può spostare, e a volte pilotare, l’andamento dell’opinione pubblica, le tendenze non solo di mercato, ma anche di scelta politica.

L’informazione non è un dato assoluto, ma soggettivo, che può essere data o non data, detta in un modo oppure in un altro. L’apparente ipertrofia di informazioni, un vero e proprio bombardamento al quale gli utenti (lettori, ascoltatori, spettatori) sono continuamente sottoposti, sta creando il singolare paradosso di far diminuire la capacità critica del fruitore di informazioni, e di abbassare quindi il suo livello di informazione.

Mai come oggi è dunque necessario ragionare sul mondo dell’informazione, e costruire percorsi che rendano le persone maggiormente critiche, in grado non solo di scegliere, ma anche di cercare le notizie, costruirsi liberamente una propria opinione, e in ultima analisi riveicolarla, rendendosi quindi non più solo fruitori, ma anche produttori di informazione.

I giovani, in questo contesto, rappresentano da una parte un elemento debole, a causa sia della loro limitata coscienza storica, sia della loro fiducia ed apertura acritica al mondo. Rappresentano però, dall’altra parte, un elemento di forza, perché la loro elasticità mentale rappresenta una risorsa per l’intera comunità locale.

Alcuni gruppi sociali, più di altri, portano con sé valori, usanze, linguaggi, atteggiamenti che non si conformano alle regole condivise e sentite come ?normali?, e appaiono pertanto ai cittadini comuni come distanti, strani, quindi spesso inquietanti.

I giovani sono portatori di una cultura che spesso appare estranea, incomprensibile, potenzialmente destrutturante. Spesso faticano ad immettersi nei canali istituzionali della formazione e del lavoro, e sono i soggetti a rischio maggiore di marginalità.

Non a caso è verso questi gruppi che si rivolge lo sforzo maggiore dei servizi di prevenzione, informazione ed educazione.

Partner:

volantino Yep 2003

Progetto yep